Dobermann fa riparlare di se; aggressioni
Pubblicato da caerebulldogs su Settembre 12, 2008
LA REPUBBLICA
11 SETTEMBRE 2008
Rubiera (Re)
DOBERMAN MORDE RAGAZZINA E POI SBRANA SUO CAGNOLINO
Rubiera (RE) – Un doberman, sfuggito al controllo del proprietario che lo teneva al guinzaglio insieme ad un altro cane della stessa razza, ha assalito ieri sera una ragazzina di 12 anni che si trovava a passeggio con i genitori nel centro di Rubiera, e l’ha azzannata al collo procurandole una ferita per fortuna guaribile in pochi giorni. Poi, ’spalleggiato’ dall’altro doberman, si e’ lanciato prima contro il gatto della ragazza – che e’ riuscito a fuggire sottraendosi all0′assalto – e poi contro il picolo cane meticcio che la fanciulla aveva preso in braccio con se’ per proteggerlo. Lo hanno raggiunto e lo hanno azzannato fino ad ucciderlo. La ragazzina e’ rimasta ferita anche ad un braccio. La ragazzina e’ stata medicata in ospedale. I due cani sono stati catturati e ora sono sottoposti ai controlli veterinari. Sono in corso le indagini per stabilire eventuali responsabilita’ a carico del proprietario dei due doberman.
——————————————————————————–
SAN REMO NEWS
11 SETTEMBRE 2008
Sanremo (IM): aggressione di un dobermann, scrive un lettore
Un nostro lettore di Sanremo, M.Z., ci ha scritto per evidenziare un fatto accadutogli personalmente:
“Ieri alle 14 in via Galilei un dobermann, forse scappato dal giardino dove abitualmente vive, ha aggredito una signora che passava con un piccolo cagnolino al guinzaglio. La signora, nel difendere il proprio cagnolino è stata scaraventata per terra ed anch’essa aggredita. Mi sono fermato con la motocicletta con la quale transitavo e sono intervenuto utilizzando la catena che normalmente uso per assicurare la mia moto e ho tentato si far desistere il dobermann dal suo proposito. Non volendo far male all’aggressore, ma essendo risoluto nel difendere l’aggredito, sono intervenuto perché ho sentito come un preciso dovere il tentare di aiutare chi in quel momento è, suo malgrado, vittima di un’aggressione o comunque nel bisogno dell’altrui aiuto. Il tutto, per fortuna, ha avuto un esito positivo, anche grazie al deciso intervento del proprietario del dobermann e i danni si sono limitati: per la signora ad un ginocchio contuso e sanguinante, escoriazioni varie e segni di morsicature più o meno profonde e sanguinanti; per il cagnolino aggredito tremante e terrorizzato, ad una bruttissima esperienza e danni di apparente lieve entità. Ho chiamato il 113 (la telefonata è rimasta registrata sul tabulato del mio cellulare) per vedere se intervenendo avrebbero obbligato il proprietario del dobermann ad una maggiore attenzione e dal mio modo di ragionare, evitare che simili fatti possano ripetersi o avere ben altri finali. Dopo aver spiegato con un certo affanno all’operatore del 113 quanto accaduto, mi sono sentito dire di chiamare il 118. Il tutto si è concluso bene: il dobermann alla fine volente o nolente ha dovuto desistere da quello che potrebbe, a ragion veduta, essere un suo istinto naturale di difesa del proprio territorio, aggredendo chi dal suo capire questo territorio invade. Comunque sono convinto che non sono imputabili agli animali colpe per fatti e comportamenti di questo tipo, ma che essi vadano ricercati altrove. Al suo proprietario forse va dato il beneficio che l’animale possa essere accidentalmente scappato, ma senz’altro va chiesta una maggiore sorveglianza e responsabilità quando si possiedono animali potenzialmente pericolosi e non pensare di risolvere il tutto paventando la copertura assicurativa come risoluzione e giustificazione per quanto accaduto. La cosa strabiliante è la risposta avuta da colui che, essendone in quel momento preposto e rappresentante della pubblica sicurezza dovrebbe avere un comportamento ed un agire più consoni al proprio ruolo. Non voglio ripetere o riportare i commenti a caldo dei passanti in merito alla risposta da me ricevuta, perché sono certo e straconvinto che moltissimi operatori delle forze dell’ordine meritino la nostra sincera gratitudine, rispetto e riconoscenza per il lavoro quotidianamente ed eccellentemente svolto, ma mi chiedo se l’operatore che ha risposto alla mia richiesta di aiuto, non necessiti di un periodo di formazione specifica che lo renda all’altezza dei suoi colleghi che non demandano ad altri di fare quello che dovrebbero per scelta e dovere fare loro”.